"TRADIMENTI"
Dopo una pausa forse troppo lunga, perdonatemi se potete, voglio riproporre il Laboratorio a Tema sul TRADIMENTO con due racconti brevi, invece che uno soltanto, perché ho avuto l'idea di confrontare direttamente la visione verso questa esperienza traviante presa da due Autori di sesso opposto, così che tutti noi lettori e conoscitori della diensione dell'IO, possiamo immedesimarci in entrembe le forme di pensiero, così da godere immensamente attraverso lo scontro di istinto MASCHILE-FEMMINILE che qui ritroviamo nella sua forma più accattivante.
Buona lettura miei soldati....presto ci ritroveremo con nuove proposte e folleggianti sperimentazioni.
"POVERO CUORE FORTE" di Chiara Natali
Attraversa la cucina con noncuranza, un bignè alla crema nella sinistra, una Malboro Light nell'altra mano. Una bella sigaretta è proprio quello che ci vuole dopo un sovraccarico di amozioni, pensa. Si pulisce la bocca, scosta via una ciocca dal viso magro, controlla che le belle unghie laccate di scuro siano a posto.
Alza lo sguardo, si blocca, resta lì ad osservare. Immobile.
Lui,lei, il ragazzo che le piace e la sua amica, quella a cui ha raccontato mille volte i suoi incerti sentimenti. Lei, Lui, l'Altra. Il più infame dei tradimenti, il più tagliente dei triangoli. Si volta, torna indietro, cerca l'accendino con uno scatto nervoso; lo smalto si scheggia, gli occhi si annebbiano. Guarda di nuovo verso quella panchina di legno. Lui deve avere ancora le labbra calde dei suoi baci, sulle mani il profumo dei capelli che non si lascia scompigliare da nessun altro. Va via, tutti se ne sono accorti, nessuno vuole dirle niente, e nasconde la comprensione in un abbraccio timido, in una carezza rispettosa.
L'amica la raggiunge, la voce che sembra un lamento dà tutta la colpa all'alcool, giustifica quella pugnalata con una vodka di troppo: "Dobbiamo parlare..."
Lo schiaffo parte in un lampo, rimbomba,arrossa, fa ,male. Le urla vengono coperte da quel tonfo sonoro, secco. Come il rumore di un cuore che si spezza.
Soltanto dopo arrivano le lacrime... quelle che non ti aspettavi, quelle che non volevi versare, quelle che sai che non si meritano.
Gli amici che ti circondano per consolarti ti soffocano, danno fastidio, tu non vuoi che ti vedano così. Ma l'orgoglio di chi si fa sempre vedere forte non basta, non stavolta.
E' pericoloso mostrarsi di ferro, non lagnarsi, cercare magari di difendersi dietro una corazza fatta di debolezze celate. Inevitabilmente gli altri, anche quelli che dovrebbero conoscerti di più, si convincono che niente possa ferirti. Pensano che il tuo cuore sia avvolto da una scorza d'amianto, che lo protegge dalle delusioni cocenti, dalle offese che bruciano implacabili.
Povero cuore forte. Non lo sanno che invece è rivestito di un'arroganza preziosa e sottile, non lo sanno che se guardi in controluce puoi vedere tutte le cicatrici, i graffi, le ammaccature, le ustioni. No, loro non lo vogliono vedere, e lanciano frecce infiammate pensando che non faranno male, che non avranno effetto, che non bruceranno nemmeno un pò.
Pensando che quello schianto sordo sia stato soltanto quello di uno schiaffo violento.
"NELSON" di Luigi Guida
NELSON era uno dei tanti ragazzi di SAN PAOLO, cresciuti in una baracca di pochi metri quadri in una sterminata e caotica "favella".
Viveva con i genitori e 10 fratelli. Il padre faceva piccoli lavori saltuari che non bastavano nemmeno per garantire alla famiglia un pasto giornaliero.
NELSON aveva 22 anni,non aveva potuto studiare,non c'era nessuna possibilità di un, sia pur modesto, impiego.Per aiutare i suoi congiunti non poteva far altro che vendere l'unica cosa che possedeva,l'unica merce che potesse avere un valore: il suo corpo statuario.
NELSON era il tipico ragazzo brasiliano dalla pelle del colore del caffè, i tratti del viso ispanici: naso piccolo ,bocca carnosa,occhi verde chiaro, riccioli neri e lucidi che cadevano sulla ampie spalle, pettorali ed addominali scolpiti come nella roccia, gambe muscolose, glutei eburnei e, per finire, un membro dalle dimensioni equine.
Cosi , come ogni notte, anche quella notte di inizio dicembre, egli sostava sul marciapiede dell'AVENIDA PAULISTA,in attesa di clienti interessati alla sua mercanzia.
Nonostante fosse un ragazzo povero e senza futuro, era sempre allegro,non vendeva solo il suo corpo ad uomini e donne,ma sapeva anche ascoltare.
Aveva la capacità di capire cosa desideravano da lui: il suo vigore sessuale, un orecchio discreto a cui confidare le proprie pene o solamente un sorriso sincero.
NELSON era li, davanti al parco secolare che di notte chiudeva i suoi cancelli,indossando una maglietta cosi stretta da sembrare dipinta sul suo torace generoso, un jeans sbiadito e sdrucito in più punti, un paio di scarpe sportive che avevano conosciuto troppe stagioni.
L'aria era gradevole,tiepida, appena rinfrescata da improvvisi soffi di una frizzante brezza che schiaffeggiavano il suo viso.
Un'elegante auto accostà ,il guidatore abbassò il vetro del finestrino dal lato passeggero, era il segno che NELSON attendeva e, prontamente, si avvicinò.
Una donna,che qualche primavera fa' doveva essere stata molto bella, lo invitò a salire con un sorriso e un gesto gentile della mano.
NELSON capì subito che in quel sorriso c'era una profonda tristezza, si sedette sul sedile accanto alla donna, e insinuò le dita tra i suoi folti e profumati capelli, guardando dritto in quegli occhi tanto belli quanto spenti.
Tralasciò di indicare, con lo sguardo, quei kili di troppo che le appesantivano la figura, e sussurò delicatamente "vuoi un po’ di compagnia bella signora?"
"Quanto prendi per qualche ora da trascorrere insieme?" chiese la donna, ma NELSON sapeva cosa rispondere e tergiversò.
"Mi regalerai quel che il tuo cuore sentirà quando avremo finito".
Così la donna ingranò la marcia e si immise nel traffico notturno della metropoli.
Guardando quel ragazzo tanto bello, provò una profonda emozione, si sentì viva e le sue carezze, le sue parole piene di complimenti, le fecero rivivere quelle attenzioni che il marito, ormai, le negava da anni.
Seguendo le indicazioni di quell'angelo che, vista l'età, le poteva essere figlio, giunsero in un alberghetto ad ore, modesto ma, dall'apparenza, molto pulito.
NELSON doveva conoscere molto bene quel posto, visto che l'annoiato e distratto portiere gli porse una chiave con un saluto, senza fare inutili domande.
Salendo le scale che portavano al primo piano, il giovane le chiese "non mi hai detto il tuo nome ,mia bella signora"
"Mi chiamo SONIA" rispose la donna, tradendo un certo imbarazzo nella voce.
Arrivati davanti la camera, NELSON inseri' la chiave nella serratura ed aprì la porta, invitando SONIA ad entrare con un ampio gesto della mano.
All'interno pochi mobili essenziali, un grande letto, una pettiniera, ed una porta dalla vernice scrostata che dava in un piccolo bagno.
Un ambiente vissuto dove si avvertiva però un fresco profumo si sapone di marsiglia.
NELSON capì che SONIA non era a suo agio, allora la prese dolcemente tra le sue forti braccia, le accarezzò ancora una volta i capelli, poi la baciò appassionatamente.
Al sapore di quelle dolci labbra la donna si lasciò andare e rispose al bacio con passione.
Dopo pochi istanti si liberarono degli ormai inutili indumenti, e si ritrovarono avvinghiati sul letto.
NELSON la baciava, l'accarezzava, e le sussurrava parole che si raccontano ad un'amante, Sonia si era data completamente, sfiorava quella pelle liscia come una preziosa seta d'oriente, stava godendo di quelle sensazioni che non provava da troppo tempo.
NELSON la penetrò più di una volta, cambiando posizione, facendole apprezzare la turgida imponenza del suo membro ma , al tempo stesso, la faceva sentire amata, desiderata, con tenere, semplici parole, sussurrate all'orecchio mentre lo mordeva delicatamente.
Dopo un tempo che non conobbe percezione della durata, si abbandonarono su quel letto dalle lenzuola intrise dei loro stessi umori e NELSON si addormentò esausto.
SONIA lo guardò, riflettendo sulla sua bellezza, intenerita dalla dolcezza che aveva ricevuto da quello sconosciuto, tenerezza che ,chi le stava accanto, non le aveva forse mai dato.
Silenziosamente si alzò dal letto, facendo attenzione a non turbare il riposo del giovane.
Si rivestì e ,prima di lasciare la stanza, posò sul comodino un mazzetto di banconote che avrebbero realizzato più di un sogno per NELSON ed i suoi fratelli.
Quando chiuse la porta dietro di sé, senti un stretta al petto, come quando una donna si separa dall'uomo amato, poi scese le scale, un cenno di saluto con lo sguardo all'assonnato portiere, e si ritrovò per strada, piacevolmente investita dall'aria fresca del primo mattino.
Era pervasa da una sensazione di benessere, si sentiva di nuovo donna e con sorpresa non provava nessun rimorso. Non avrebbe potuto tradire colui il quale ignorava la sua ancora prorompente femminilità.

Quando si tradisce veramente? Se c'è una cosa difficile nel tradimento è definirne i confini, stilare una graduatoria dei colpevoli. A volte ce ne sono troppi, altre, chissà, forse nessuno. So soltanto che i cuori forti sono quelli che soffrono di più, qualunque sia il loro ruolo; l'ho capito in una sera lontana, spettatrice impotente di uno schianto sordo, e al tempo stesso di una misteriosa prova d'orgoglio.
RispondiEliminaIn un improvviso ribaltamento di prospettive, la vittima era diventata un'altra... ma non potei, non posso fare a meno di pensare che in quella carneficina di sentimenti la vera violenza non sia stata quella dell'atto finale del dramma al quale avevamo, impotenti e rei della nostra impotenza, assistito.
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RispondiEliminaMi affascina molto il punto di vista femminile riguardo il tradimento.
RispondiEliminaTu CHIARA hai scelto il triangolo che e il piu tragico esempio di tradimento, sopratutto quando i legami affettivi amicizia-amore si confondono tra loro e confondono la mente.
E' un racconto interessante ed intenso il tuo,sai darne le giuste sfumature con quella malinconica dolcezza tutta femminile.
grazie
Credo che la forma di tradimento che fa più male a chi tradisce e a chi è tradito sia il tradimento affettivo, ma ci sono dei momenti delle storie di vita che ne attenuano il significato. Perchè una cosa succede? Fino a che punto si tradisce? A volte si risponde a un tradimento subito e mai esplicitato: il tradimento esercitato da chi non da più attenzioni, o c'è il tradimento di chi ha delle ferite nel cuore e reagisce a quelle ferite senza la malizia di dover fare del male. Esistono dei confini diversi per ogni persona. In base a questi confini si può parlare e capire. I racconti sono molto belli.
RispondiEliminami piacciono tutti e due i racconti, ma devo dire che Luigi è riuscito a trasmettermi una serie di emozioni che difficilmente provo nel leggere. Analizzare la voglia di abbandono all'amore (di qualunque tipo) di chi amore non riceve da tempo, da una prospettiva maschile, è insolito e indice di percorso introspettivo notevole. Complimenti, Marianna
RispondiEliminaChe bello vedere come vi confrontate tra voi, attraverso la passione, attraverso il sentirsi....attraverso spiegazoini che nascono da un momento, un' idea, e si trasformano in confine necessario tra l'essere e l'esprimere!
RispondiEliminaVorrei anticipare una prossima proposta del nostro Laboratorio così produttivo, cosicché ognuno di voi possa pensare a nuovi orizzonti ed esperienze alternative.
IL TEMA CHE PRESTO TRATTEREMO HA L'ODORE DELLA "LIBERTA'", in ogni sua sfaccettatura, sottoforma di qualsiasi avvenimento, esperienza, spaccato di vita personale e non.....la LIBERTA' intesa nel significato che le diamo a 360 gradi giorno dopo giorno, ostacolo dopo ostacolo, passione dopo passione!!!
Vi aspetto con ansia, e spero che parteciperete numerosi all'iniziativa!
Il tradimento, a mio avviso, è indice di un malessere della coppia, di un sentimento che si è affievolito o che forse non esiste più e di per se stesso non sarebbe niente di grave in quanto, nella vita, niente è per sempre. Il problema è invece nel rapportarsi con il partner, ossia il nascondersi la verità e magari, scoprire, il tradimento per vie traverse o per indizi, quella è la cosa più dolorosa come nel racconto di Sara. E anche se razionalmente potremmo essere preparati ad un tradimento bisogna poi fare i conti con le abitudini, i ricordi... un mondo costruito in due non è facile da smantellare. Altra cosa è invece cercare l'amore che in un rapporto a due non si è mai avuto, come nel brano di Luigi. Non credo, infatti, che in una relazione solo di forma come quella narrata si possa parlare di tradimento, direi più che è un sacrosanto diritto alla felicità anche se occasionale, comprata e per una manciata di ore.
RispondiEliminaOOppsss scusate: Chiara e non Sara :-))
RispondiEliminaAh ok Cinzia non avevo ben capito cosa volessi dirmi :). Comunque penso che nella relazione a due i giudizi esterni si debbano limitare in quanto non si avvicinano mai a una completa verità. Non parlo di me che sono felice e monogama ma in passato ho conosciuto persone con modi di pensare particolari, comunque in gamba.
RispondiEliminaBaci a tutti.
Può essere il tradimento "il tallone d'Achille" in una relazione? … Da molto tempo non pensavo più al tradimento. Non volevo!
RispondiEliminaNon avevo capito fino ad oggi perche’ mio padre tradisse mia madre. Erano felici insieme, in un’apparenza armoniosa che non permetteva prevedere neanche una perdita minima. Papa’ ricordava sempre gli anniversari, i compleanni, e non di rado veniva con un mazzo di fiori per mia madre, così, dal nulla.
Aveva cinquanta anni quando la mia madre l’ha scoperto. Il tradimento e’ stato rivelato dalla negligenza. Mio padre aveva portata Lei ad un ristorante in una giornata che celebra le donne. Mia madre, pochi giorni dopo, per lavare la giacca ha cercato nelle tasche. Trovo’ lo scontrino: i primi – due porzioni; i secondi – due porzioni; il dolce – due porzioni; il caffe’ – due…
In un primo momento non disse nulla ma, in silenzio, assorbiva ogni mossa, attenta ricercava dei segni. E non dopo molto tempo li aveva trovati e dimostrati. Era in uno stato di febbrile agitazione che mi esasperava. Temevo e non per nulla. Vorrei dimenticare le scene scioccanti:
Mamma che gettava i doni di papa’ dalla finestra.
Papa’ che dormiva a casa di amici.
Mamma, furibonda, esaminava come un detective tutte le cordicelle che conducevano alla “scena dell’adulterio”.
Papà colpito da pre-infarto, con l’ambulanza sotto il portice.
Mamma che cercava di suicidarsi.
Lei (si chiamava Eva)…morta dopo quattro giorni in cui non aveva mangiato nulla, le hanno trovato solo dei farmaci nello stomaco, ed infine il cuore cesso’.
Vorrei poter dire “rappacificati vissero felici fino alla vecchiaia”. Non posso…
Dico solo “si sono riconciliati”.
Il tradimento e’ spregevole, riesce a inghiottire la pace della tua anima, la fa sgretolare e la getta come una goccia ai quattro venti. Ti lascia devastato, come dopo uno tsunami, frantumato in migliaia di pezzi, lasciandoti vuoto e cinico.
Perdonarla? Mai. Non posso. Non voglio.
Tradiro’?
Che dire, sono umana…
Mi sono piaciuti tutti e due gli scritti! Pero' lo scritto di Luigi lo sentito non soltanto con il cuore ma anche'con le viscere...
Senza commentare oltre i miei bravissimi autori, dò il benevenuto a quest'anima gentile che ha postato le ultime parole lette tra le vostre impressioni. Lei, sotto lo pseudonimo di LUNEDì SPAIATA (che è l'anagramma tratto dal suo nome e cognome) è una scrittrice molto intensa e particolare, carica di storie diverse da quelle che siamo abituati a sentire giorno per giorno, e piena di una vitalità senza limite che proviene forse anche dall'immenso dolore provato nella sua travagliata esistenza. Non voglio aggiungere altro sul suo conto, poichè credo sia una sua decisione raccontarsi o meno a noi, vorrei però solo dire che la rigrazio di essere entrata a far parte del nostro esercito e che presto potremo godere della sua fantastica poetica.
RispondiEliminaBenvenuta fra noi, LUNEDI' SPAIATA!
Grazie Lapsus. Le tue parole, cosi' calde, in una notte fredda di Risorgimento! Perche' e' proprio Risorgimento quello che provo, trovando cosi, all'improviso, tante anime simile alla mia, piene di poeticita', di sensazioni e sentimenti oltre le nuvole che probabilmente sono comprese solo dal tre percento della populazione umana oggi. Grazie...e vi devo dire che non sono brava a ringraziare, lo faccio col cuore senza parole, sono sciocca a dover' aprire bocca e lasciar fluire la gratitudine. Grazie ancora per le braccia aperte, per le parole eloquente e per la mente, wide open, con quale mi avete dato il benvenuto!
RispondiEliminaRisorgimento in poesia? Andiamo...
complimenti ad entrambi, sono due pezzi molto belli, in particolare Nelson di Luigi, la tua prosa mi piace veramente tanto, asciutta e delicata...speciale insomma,
RispondiEliminasono toccato dall'umanità e dall'emozione che ho sentito esprimere ancora una volta dalla maschera di cera di questo laboratorio. è sconvolgente e non posso che essere fiero di essere qui con voi e d'imparare qualcosa di più ogni volta che vi leggo.
Benvenuta Spa e, si, che sia finalmente giunta l'ora?
Ho amato il racconto di Chiara sin dal primo momento in cui lo lessi... Bisogna ammettere che il tema del tradimento ben si presta ad ogni tipo di declinazione, ed entrambi ce lo hanno dimostrato. Bravi !
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