mercoledì, marzo 03, 2010

PEZZI DI VETRO

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"POETESSE E SOGNATRICI"

Come promesso, ecco la risposta tutta al femminile in contrapposizione con il post publicato due giorni fa. Le autrici che hanno dato sfogo alla loro intimità sono angeli devoti alla poesia, menti in fermento che non smettono di entusiasmarsi davanti al sentimento estremo che nasce dallo stomaco, per salire come un groppo, a volte scomodo, fino alla gola.
Una di loro ha già regalato i suoi scritti alle nostre pagine caotiche, l'altra appare per la prima volta in una veste romantica che la distingue in modo particolare e da vita ad uno stile assolutamente suo, grazie al quale impareremo a riconoscerla anche in seguito.
L'ultima poesia l'ho voluta regalare dal mio personale archivio di parole in libertà, ed anche se è una composizione della sottoscritta, spero non venga presa come una violazione di spazio, ma soltanto come un contributo da parte mia, che in fondo amo raccogliere idee quanto esprimerle attraverso il meraviglioso mezzo che sappiamo.

Buona lettura, e un abbraccio ai miei soldati....


"VOCE" di Chiara Valeri

-La Voce-
sei un'aperta melodia di note medie,
un chiuso concerto di velluto grigio
che attende un istante sulle labbra
e poi accarezza l'aria.
Ritrovi le ombre
i silenzi appena sbocciati
in mattini pallidi di alba opaca.
Ci sono fiumi e campagne in attesa,
se non dici una parola
tutto ancora tace.

-Il Silenzio-
fiato che sospira
in ombra di stella,
acceso dai pianti assonnati
di un cielo stanco,
ibrido di sogno e nostalgia
dove i suoni dormono antichi.
Il buio è lo stesso
delle notti di luna dimenticata,
appena accennata
ad un cuore malato.
Tutto ritorna e vola.
Tutto vola via,
si spegne in un lago bianco,
fatto di riflessi
e sfere tradite dal tempo.
Tutto ritorna,
anche i contorni di tenebra vaga
che prima o poi risale
e ama ancora.

-Lo Sguardo-
langue sulle rive del dubbio,
si perde stanco
tra voci di morte e silenzio.
Lasci il sogno solo per la tenebra
immensa di un mare caldo
per le notti d'estate.
Al dileguarsi di un desiderio
brilli, esiti appena
su un dolore ormai lontano
che ancora erode
le primavere illuse.
Lesini la tenue dolcezza
che nessuno saprà mai,
come gesto tenero.

Come il lento adagio di una sinfonia d'amore...


"EPPURE" di Novara Marianna

C'è stato un tempo in cui
parlarsi era più bruciante
dei nostri corpi accesi
vivide farfalle i sogni
le mani intrecciate al volante
correvano nella notte
con l'aria intrisa di umori
le voci scavavano
dentro verità imponderabili
e rallentavano il tempo
per non tornare
tra luci di una città dormiente.

C'è stato un tempo in cui
si era amanti di pensiero
prima di riconoscerci.
Un tempo in cui ti bastava il silenzio
per ricoprirti di baci e carezze.
A volte la malinconia
innonda ogni singola fibra
e i sogni sfumati
con la freschezza
dei giorni del paradiso.

Eppure se ci fosse data una scelta
di rimaneggiare il tempo
è te ancora che vorrei
per questo viaggio di tenerezza,
e questo temporale che scuote le montagne
nulla può di fronte al bagliore dell'alba.



"DANNAZIONE" di Iride Lapsus


Esiste una sottile linea tra la vita e la morte.
Io sono Vita.
Esiste una sottile linea di differenza tra scegliere e sbagliare.
Io Scelgo.
Esiste un'esperienza maturata
in seno ad una maledizione interrotta.
Esiste la pioggia, e questo sole.
Esiste la mediocrità mancata.
Esiste il vento, e questa neve.
Esiste l'ipocrisia del giudizio.
E questa assenza.
Esiste un sogno, e fa parte solo di me.
Esisto io.
Ma non esisterò mai veramente
se nessuno vorrà pensarmi.


9 commenti:

  1. Volevo ringraziare Chiara per la sua solita forza visiva, e marianna per l'eternità di dolcezza.....sono felice di avervi qui con me.
    presto arriveranno altre perle....

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  2. Sono rimasta colpita dalla poesia: "Eppure" piena di delicatezza e di sentimento. L'autrice accenna al proprio sentimento descrivendolo attraverso immagini e io sono riuscita a vivere forse un'interpretazione di ciò che lei ha vissuto e che ha regalato scrivendolo.
    Bravissima.
    Sara.

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  3. bellissime poesie.un pensiero: più leggo poesia scritta da donne più si alimenta l'idea che molta di essa provenga da una strana forma di malinconia che solamente voi esseri uterini riuscite a percepire. magari è solamente un attacco di sciovinismo maschilista.

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  4. Sono d'accordo con Bill Lee. Nonostante la produzione dell'odiosissima ossitocina (a cui la sottoscritta ha dichiarato guerra da tempo), la nostra conformazione biologica ci rende particolarmente predisposte a cogliere gli aspetti più intimi del mondo sensibile (nonchè a produrre svariati e inutili onanismi sinaptici). Direi che l'utero è un po' "croce e delizia"...
    Complimenti ragazze!
    Deborah

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  5. io trovo che le prime due poesie siano un po' da "diario"...anche se sono ben costruite e scorrono che è una meraviglia, devo dire che nn sono riuscite a catturare il mio profondo interesse. Come ha fatto l'ultima di "iridelapsus", in quella ci sono note struggenti che nn dicono chiaramente cosa volgiono in realta dire, lasciano spazio all'immaginazione, alla voglia di perdersi dentro un'immaginazione solo supposta...

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  6. Intanto ringrazio tutti per la partecipazione, è un piacere avervi così vivi ed attivi sul nostro spazio di fantasie e scritture scriteriate!
    Devo dire che mi colpisce l'idea di quanto sia effettivamente reale il concetto, di cui parlavano Bill Lee e Deborah, di donna=sensibilità malinconica, a volte anche folle e straziata per quel che mi riguarda..... sarebbe interessante lanciare una sfida di scrittura invitando i nostri ragazzi a scrivere un pò più al femminile, e le nostre ragazze con un pò di quella crudezza in più tutta maschile...mmmm....pensiamoci su e vediamo come impostarla!!

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  7. Vorrei ringraziare Sara per la sua sensibilità "uterina" come viene descritta quella profondità femminile che difficilmente può essere compresa fino in fondo dalla parte maschile: Sarà malinconia, intuizione, lontananza? anche, ma non solo. La bellezza di un sentimento autentico non muore mai, viene ripescata (e regalata, con non poca fatica e coraggio nel mettersi a nudo) per poterne godere ancora e lasciarsi avvolgere dalla sua struggente tenerezza. Sempre e mai, passato e futuro diventano adesso il tuo presente.

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  9. DANNAZIONE e' il genere di poesia che preferisco, così ermetica, senza fronzoli o inutili orpelli.
    E' come uno schiaffo in pieno viso che ti riporta alla realta', alla crudezza della vita.
    bella, davvero molto bella!

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