"TRA PROSA E POESIA (anime virili)"Una nuova pausa di respiro, per staccarci dalla dimensione dolorante di coloro che hanno Tradito, o sono stati Traditi, per uscire dal gioco di scrittura a tema e prendere un po' di spazio volatile dove aprire i polmoni, chiuderegli occhi, svincolare i sensi dalla razionalità del corpo controllato dalla mente, rilassarci... e sognare.
Quattro Poeti, uomini di cultura, penne epiche, stridenti nostalgie, tre personalità assolutamente sviscerate dai problemi del reale e lanciate in caduta libera verso i desideri erranti della loro sessualità appagante, quanto attraente. Li ho messi a confronto per voi, miei soldati, affinché ancora una volta siate in grado di distinguere, capire, apprezzare, oppure addirittura odiare, le loro meravigliose parole di sangue, peccato carnale, intenzionalità esplosa e godimento soffocante.
Annusate la poderosa forza dei muscoli tesi nello spasimo finale, accoglietene le parole.....e immaginate l'oltre come non avete mai tentato prima.
....un abbraccio miei prodi......
"LA DANZATRICE" di Giorgio Dello
Caldo corpo sinuoso, terra d'enigma e frutto di stagione.
Danza...per la nuda gioia del mio sorriso,
per l'offerta del tuo seno e di segrete virtù.
Danza... per l'aurea dolcezza di notti festose,
per il tempo infinito e l'onirica passione.
Infinito trionfo di sogni e di stelle,
amante docile alla stretta di eros.
Danza... per il desiderio, per la magia che il mondo uccide.
Danza... ed intorno a te bruciano miti.
Intorno a te le vanaglorie della morale s'inabissano
in gran fuochi di gioia,nel cielo dei tuoi passi.
Danza...
Ed i falsi addii ardono della tua fiamma verticale,
sei il viso dell'iniziata che sacrifica la follia ai piedi dell'amore.
Idea del Tutto e voce dell'Antico,
all'assalto delle chimere gravemente protesa,
sei il Verbo che esplode,
in fiamme miracolose sulle rive dell'oblio.
Danza, danza questa notte...
Danza per me...
"AMORE MERCENARIO" di Luigi Guida
Sono disteso sul letto della camera di un albergo ad ore, mi guardo intorno...una moquette consunta, la carta da parati color rosso pompeano oramai sbiadita, un paio di quadri che ritraggono le solite scene di caccia sulle pareti. Preferisco volgere il mio sguardo su di te, ammirare il tuo corpo scultoreo, la tua pelle liscia, ti vorrei accarezzare ancora, ma ho il timore di turbare il tuo sonno. So che quando ti sveglierai, preferirai che io sia un vago ricordo quasi svanito, prenderai le banconote che ho lasciato sul comodino e, indolentemente, ti rivestirai, regalerai uno sguardo sfuggente allo specchio per ravviarti i capelli con le mani, poi varcherai la soglia e ti perderai nel buio della notte. Ma adesso, ancora per qualche attimo sei qui, accanto a me, sento il tuo respiro, il tuo odore mi sfiora le narici, sai di sesso e di fumo.
Mi alzo e vado verso la finestra che dà su di un vicolo, apro le vecchie tende sdrucite e sbircio attraverso le persiane scrostate: ubriachi, tossicodipendenti e senza tetto vagano come anime dannate, orinano, vomitano, si litigano. Questa è la parte della città che nessuno sembra voler conoscere, il rifugio dei diseredati, il marciapiede delle prostitute proletarie, il convivio dei ladri e degli assassini. Eppure qui l'aria è piena di emozioni forti, così sensuale e peccaminosa da togliermi il respiro.
Qui ti ho trovato, mio giovane fiore selvaggio, mi hai preso per mano e mi hai condotto in questo inferno così dolce e così perverso.
Mi hai sedotto , baciato, accarezzato, hai interpretato le mie chimere, hai tradotto la mia lussuria.
Ora prendo i miei vestiti e vado via, forse mai ti rivedrò.
Prima di uscire da quell'alcova ti guardo un' ultima volta, mi hai donato molto di più di quel che ho pagato.
"PIETRE TRAMONTATE" di Pettineo Calogero
Nel silenzio dei sensi,
medito.
Sguardo mesto,
smarrito nella vuota meta
dall'inverno del tuo corpo.
Nell'oscuro, singhiozzi
discorsi privi di sapore
movenze insensibili
angosce a lungo taciute,
affollate da impronte
di un amore dissolto
affine a pietre tramontate
che modellano tra noi
pareti di dolore.
"TOULOUSE" di Marco (Bill Lee) Pocci
Toulouse aveva un amore per ogni stanza di quella grande
calda casa, in fondo al vicolo stretto
di rapidi scalini pestati
agli angoli umidi, alle finestre strette,
nelle soffitte scure, tra i riccioli d'ambra,
sotto ogni balcone della notte di Mont-Martre.
Ogni carezza di quelle mani tozze e gonfie
ogni risata sgranata del collo
ogni goccia di sborra urlata
riempie d'amore questi uomini soli.
Come un Cristo deforme tra le meretrici luminose
sopra la città cancellata
balla il nano
e canta il nano
una preghiera di china vergata su fogli gialli.
Prima che arrivino i ragni.
Prima che arrivino i ragni.
L'amico con i capelli biondi in attesa del suo ritorno,
va e compra un litro di assenzio,
una stecca di hashish
e un girasole fresco.
Perchè ogni carezza di quelle mani tozze e gonfie
per ogni risata sgraziata, tuonante del collo
in ogni goccia urlata di sborra
parla d'amore a noi uomini soli.
Scende come un Cristo arrapato tra noi poveri sordi,
stufi di questa città stremata
raglia il nano
e dipinge il nano
le sue donne vendute,
le sue dolci amanti, primo pensiero di ogni sua tenerezza.
Prima che arrivino i ragni.
Prima che arrivino i ragni.
Ed anche Toulouse aveva una madre,
una matrona tonante di piume di struzzo,
figlia di generali, gerarca nobile di un futuro impossibile.
Generato dalla carne e tradito da essa,
amato tanto da scavalcare i monti
grande nella sua piccola maestosità.
Non fece che amare, Toulouse,
una troia e la sua pelle di cannella
stretto a lei sotto a quel tetto così alto per lui
nel caldo abbraccio di occhi verdi.
Ogni carezza di quelle mani tozze e gonfie
ogni risata sgraziata del collo
ogni goccia di sborra urlata insieme
riempie di amore questo mondo arso d'invidia.
Come un Cristo dolente urla
in alto sulla collina, sopra questa città bruciata,
non balla il nano, ma canta
le sue bestemmie di china vergata in fogli gialli.
Prima che arrivino i ragni.
Prima che arrivino i ragni.

che meraviglia! GIORGIO e BILL LEE mi avete tolto il fiato, mi avete lasciato senza respiro, siete due MAESTRI.
RispondiEliminaGIORGIO, il tuo scritto e scarno, diretto, si legge tutto di un fiato e mi e' sembrato ritrovarmi al centro di quella "danza".
BILL LEE, la tua composizione e' una bellissima sciarada, l'ho letta molte volte ed ogni volta scopro nuove inusitate sfumature.
Grazie di aver condiviso questi piccoli grandi capolavori!
Sono contenta che tu abbia permesso di condividere il tuo spaccato di vita con le emozioni degli altri poeti.....ho sentito un istinto di fronte al tuo "Amore Mercenario" che ha spinto la mia razionalità a restare sospesa da qualche parte nell'universo, costringendo la carne a fremere in vetta ad un idea di passione che esisteva solo nei più reconditi angoli della mente lussuriosa. Descritto alla perfezione direi!
RispondiEliminaRingrazio Bill Lee per le sue parole taglienti, corpose, immaginate, come se antiche storie di eroi veramente esistiti e lasciati alla povertà della loro passione per l'arte, divenissero reali davanti agli occhi che leggono ed emozionano il cuore.
Ho amato la Danzatrice sensuale e sfuggente di Giorgio, ed ho provato ad immedesimarmi in lui, nelle spinte interiori che dal suo essere uomo venivano a galla insistenti per costringerlo al desiderio, alla bramosia di un corpo perfetto.
E infine ho lasciato il mio pensiero ad un tempo lontano che dovrà arrivare, alle note della poesia "Pietre Tramontate" che volutamente si stacca come forza e tematica dagli altri pezzi, e ha permesso a me di presentare un altro Poeta che ha donato suoi scritti nelle mie mani, per partecipare, finalmente soldato, a questa avventura burrascosa. Questa pubblicazione era anche un omaggio a te, Calogero, per darti un caloroso benvenuto.
Quanto diversa è la maniera di vivere un amore dalla parte maschile, si unisce la forza poderosa dei sensi nell'annusare, nel guardare una donna nella sua sensualità primordiale e coglierne la bellezza anche in un contesto squallido e nebbioso alla passione più recondita e istintiva.. ma parlarsi, esplorare le catene invalicabili dell'incoscio.. avremmo un mondo da interscambiare e meno conflitti, almeno credo...
RispondiEliminaBravissimi ragazzi ! Marco la stecca di hascish accostata al girasole fresco è favolosa !
RispondiEliminaDi tutti questi scritti mi ha colpito la rara comparsa del termine amore...per lasciare il posto alle emozioni e a tutto ciò che per un uomo significa amare anche senza essere obbligati a doverselo dire. Sono rime di libertà, di vita e di parità: l'uomo parla di emozioni come lo fa una donna pur mantenendo la sua grande diversità ed è da questa diversità che del resto nasce l'amore.
RispondiEliminascusate ragazzi, in questi giorni sono molto poco presente, ma fra il lavoro che me le sbriciolano e un sistema nervoso ormai alla frutta, m'avanza veramente poco tempo...cmq a parte i cazzi mii che non frega a nessuno: grazie per i commenti, sono contento che questo pezzo sia piaciuto, tocco diversi temi che mi sono molto cari (non ultima parigi) e che mi ci sono scivolati dentro quasi di volontà propria (d'altrone come potrebbe non essere così parlando di T.?). Anche a me è piaciuto molto il pezzo di giorgio: ispirato e con una sua delicatezza quasi classica, rituale. Mi è piaciuto anche leggere della fruttuosa transazione di Luigi, ma quello che mi è piaciuto di + è sicuramente calogero, non ci posso fare niente, adoro questo tipo di poesia dal ritmo frammentato, sincopato. C'è tutto il dramma ineluttabile di un momento.
RispondiEliminaSicuramente una delle scritture più convincenti che abbia letto fino ad adesso fra noi maschietti ^_^
Devo ancora meditare bene sul senso, soprattutto del titolo (che spacca, cumpà), cosa che mi lascia la gradevole incombenza e gusto di rileggerla ancora una volta.
poi, bhe poi...una domanda mi sorge spontanea: ma chi ha detto che bisogna parlare d'amore? a parte il fatto che personalmente credo che il termine in se sia probabilmente la manifestazione più chiara del virus che affligge la parola e di conseguenza il genere umano tutto - ma questo è convinzione personale - ognuno è libero di credere in quello che vuole: tolleriamo cattolici, musulmani, ebrei e popoli delle libertà, possiamo accettare anche ignanni di questo tipo, ok. Però non mi è sembrato che le quattro poesie di cui sopra fossero incentrate su questo tema. Si parla sempre di emozioni (o di decodifica delle stesse. accendere candela votiva. pulire incensiere. sgozzare pollo), certo, però secondo me: non è che voi donne c'avete un po di fissa su questo tema?
@lapsus: tutti gli eroi da me citati sono realmente esistiti (e per arte sono morti)
@deborah: l'uomo dai capelli biondi è Theo!