venerdì, marzo 26, 2010

LABORATORIO #2

12

"TRADIMENTI"



Senza sentirmi troppo fuori luogo, nè capace, voglio continuare il LABORATORIO A TEMA sui TRADIMENTI con un pezzo uscito dalla penna stanotte, dalla mia penna personale, tanto da mettermi in gioco quanto voi, soldati, e non tirarmi indietro di fronte a niente, per dimostrare l'amore che provo per la scrittura, anche se spesso non scrivo per voi, assolutamente certa che accoglierete il mio bisogno di parole, spiegazioni, ricordi, che non hanno mai trovato sfogo su nessuna pagina delle mie memorie.
Regalo a voi la confessione ultima,sperando che sia gradita.


"RIMPIANTO" di IRIDELAPSUS

Non potevo far altro che scacciarti.
Ero così giovane, senza meta, come sono oggi, naufraga di una vita non ancora consumata, non ancora assaporata, non vissuta, almeno non pienamente, poiché non ancora compresa.
Non potevo fare altro, io che guardavo quel Ventre allargarsi, dimenarsi, e stupidamente mi preoccupavo della riuscita di una sbronza, quando la vodka non andava giù lungo la trachea, quando il liquido bianco, alcolico, toccava lo stomaco e tornava indietro.
Pensavo fosse nervosismo.
Lo pensavo perché il bruciore che avvertivo sembrava proprio un problema solamente medico, GASTRITE, diceva mia madre, NAUSEA, sentivo io, ogni mattina che Dio metteva in terra.
Io lo preannunciavo, lui lo capiva, non eravamo stati l'esempio morale dell'accortezza, Sesso primordiale, Sesso sfrenato, Sesso libero, talmente istintivo da non voler fare i conti con intralci di qualsivoglia sorta... nessun preservativo, nessuna pillola, nessuna, maledetta, attenzione.
Tanto così per fare...
Tanto perchè lui era sicuro di non essere fertile, data l'operazione subita per un tumore beningno allo scroto.
Simpatica affermazione.
Lui ha appena finito la chemio, ed io bevo troppo per sentirmi sana,eppure...
Eppure, dopo mesi di noncuranza, dopo dosi distruttive di vita amata fino all'ultima goccia, dopo tutto quell'andare e venire dentro me, la Natura ha presentato il suo conto salato, esageratamente salato.
INCINTA.
Parola storpiata, cattiva, pesante tra le labbra di una ventenne che ama il suo uomo da poco meno di un anno... per una ragazzina testarda e viziosa che s'incazza solo perché il suo corpo non risponde ai soliti comandi della Lussuria.
Il problema è che non ho TRADITO solo te, ma anche tuo FRATELLO, perchè quando il Destino si mette a fare lo stronzo, lo fa con classe.
Prima ecografia da presentare all'ospedale nel momento cruciale, e ciò che vedo nel video offuscato sono DUE teste, DUE corpi, QUATTRO gambe, mani, piedi.
GEMELLI, dice il ginecologo.
Desidero soltanto mettermi a ridere, di gusto stavolta.
Vi ho traditi coscientemente, ma con una specie di Dignità fredda e razionale che non mi sarei aspettata da me stessa.
Vostro padre, uomo d'onore, era pronto ad accettare ogni mia scelta, nel bene, o nel male...ma io sono stata più furba, e più stronza, non avrei mai ceduto ad un imposizione tale!
Anche se ogni sottospecie di medico che incontravo tentava buoni propositi per un FUTURO, non in tre, ma in quattro, in una famiglia inesistente, per motivi assolutamente cattolici, io mi sono opposta, e con la mano piena di paura ho saltato il baratro della tristezza, conseguenza ovvia per un gesto idiota.
Mia madre disse:
"Non essere superficiale, continua a sentirti libera. Non sbagliare per forza, fai ciò che è giusto!"
Aveva ragione.
Solo che non ho mai chiesto scusa a voi, Piccoli miei, Piccoli mai nati, Piccoli TRADITI.
Consapevole del mio gesto, non mi sono fermata neanche per un secondo a immaginarvi, a sentirvi reali, umani, ho semplificato la situazione etichettandola come un "PROBLEMA DA RISOLVERE" e sono andata oltre a testa bassa, alcun senso di colpa,assolutamente priva di Rispetto, di Ripensamento.
Ma voi, voi potevate venire al mondo e dipanarvi come essenza vera di una carnalità coraggiosa, potevate avere un volto, dei sentimenti, una mente loquace, ed un'intelligenza sopraffina...meritavate una possibilità che io non vi ho concesso.
TRADITRICE?
Si, ora me ne accorgo, dopo anni passati a nasconderlo, con una facilità estrema, quasi fittizia.
Nessuno potrà sollevarmi da questo peccato di SANGUE, e per la ragione che mi resta, non imploro perdono.
Ammetto soltanto la colpa.
Ammetto l'impossibilità di cambiare lo scorrere del tempo.
Ammetto.
E mi inginocchio.
Comunque a testa alta, comunque decisa, per me stessa.
La me stessa che riuscì, con così tanta Gelida Ragione, a TRADIRE.
Oramai per sempre.

12 commenti:

  1. Cara amica, ha fatto un'analisi lucida e senza sconti di un percorso doloroso che ha lasciato un'impronta indelebile nel tuo essere. Ma sempre non è per sempre. Avere la consapevolezza di quello che è stato, è già un giro di boa per perdonarsi e perdonare. Si va avanti ugualmente, con questo dolore al cuore, certa che nulla potrà ridarti quello che hai perso ma nella speranza che ci sia ancora tanto da scoprire e da vivere. Un abbraccio forte come donna e amica di penna che sente quel dolore e se ne fa un pò carico...

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  2. Solo una donna può comprendere cosa significhi rifiutare la maternità. Nessuno deve e può giudicare. Nessuno può ergersi a censore e stabilire se i motivi che spingono una donna a rinunciare ad una parte di se stessa siano banali o importanti. E' una decisione che influenzerà comunque tutta la vita e che va perciò rispettata e difesa.
    Chiaro, forte e pieno di dolore rappreso il messaggio insito nel brano. Stupendo e terribile nella sua spietata razionalità. La vita che plasma le parole, che a loro volta diventano vissuto ed esperienza per chi le condivide nella lettura.
    Sono qui, con te!

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  3. Vi ringrazio per avermi accolto a braccia aperte, per aver sentito con me, capito con me,e mai giudicato. Noi donne prima di tutto, è vero, possiamo sapere che s'ignifica vivere questa esperienza, quale sia la forza necessaria per Decidere, restare attaccate alla propria dignità, e non lasciarsi mai prendere dalla terribile paura che ogni momento frena il percorso, erige i suoi trabocchetti.
    Ho voluto spalancare a voi le porte della mia anima, spesso un pò tagliente, dura e indecifrabile, ma l'ho fatto perchè volevo, attraverso la poetica che modella i miei pensierei, giorno per giorno, raccontare di un piccolo, grande passo, che in certo senso ha costretto la mia coscienza al tradimento,un po' verso me stessa, un po' verso ciò che ancora non era....eppure sento in me la gioia di come, invece, la vita ha preso la strada che ho caparbiamente voluto e scelto.
    Grazie.

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  4. ho percepito una donna che conosce spietatamente la sua coscienza...senza scorciatoie, senza ombre..
    inginocchiarsi di fronte al tempo che passa è un atto nobile, forte e fragile...pieno di amore assoluto e di pofondo rispetto..
    se tu sei a conoscienza della TUA veritàà hai tutto il diritto di sentirti libera

    brava leti, hai dimostrato ancora una volta che la nostra anima non va fatta sempre tacere!

    sono anche contenta che tu abbia colto il significato dello scatto che ho fatto..
    trovo il corpo femminile ricco di potenzialità e di sorprese, fragile e delicato...che a volte deve fare la guerra con quello che lui stesso produce...credo anche che vinca il bene.. sempre e comunque...

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  5. Cara, la tua è una sorta di confessione di amore. Tu stai parlando a chi quel giorno hai osservato nella stanza del tuo ginecologo, tu sei ancora in parte una mamma, permettimi di dirlo. C'è un mistero nella nascita e nella vita che appartiene solo alle donne e non può essere spiegato. C'è un vissuto che va solo ascoltato e subito percepito e capito da un'altra donna come te. I misteri, le strade dell'amore vanno oltre le singole scelte e le risposte si accendono improvvisamente una sera come ieri sera quando hai scritto quella lettera a noi ma prima di tutto a te stessa. Che non esista nessun giudizio, non si giudica la maternità concreta o meno di una donna che ama.

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  6. Io ho amato il mistero di me....ho imparato ad amare il mistero della scintilla di vita che da me può esplodere....si Sara, forse hai ragione, è una confessione di amore, magari di amore mancato, o perpetuo...chissà.
    Per rispondere a Milena, sono felice di aver fatto mia questa immagine da te scattata, di carne in pace, di carne presente, di leggera, dinamica, carne....ho sentito l'immensità di quel corpo accovacciato e liscio, e l'ho reso una parte dell'essere dentro tutta me stessa.

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  7. Lapsus....ho sentito un brivido, mentre una lacrima calda mi accarezzava il viso...ma era intensa e dolce! Un Abbraccio....

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  8. una canzone sussurrata. suonata senza il mi cantino.

    Ahi, t' ho visto sporta alla ventana
    seguir lontano il volo del gabbiano
    hai masticato muta un benvenuto
    e t' ho incontrata strana

    non cerco più la festa del tuo sguardo
    né tantomeno il volto che mi è amico
    ti guardo, ti saluto e mi ridico
    che è fatica averti

    i capelli neri e unti come il corvo
    le labbra strette al nodo dell'orgoglio
    odiami per non cadere pronto
    nell'amore che non voglio
    così m'incontro solo, solo e perduto
    come quando gli uccelli se ne migrano
    lasciando il loro nido
    come quando gli uccelli se ne migrano
    lasciando il loro nido

    però resto contento
    per quello che è passato
    mi porto appesa al cuore una promessa
    e qualche bacio rubato
    e voglio restar quieto
    e sognar disperso
    sognar che stiamo noi due soli
    e nel mare aperto
    sognar che stiamo noi due soli
    e nel mare aperto

    toglietemi passioni, amici,
    il riso del saluto,
    ma non si può perdere quello che
    mai in fondo si è tenuto
    non si può perder niente se
    niente si è mai avuto

    le seppie han le ossa bianche e l'ippogrifo
    ha il becco scuro e forte è il suo nitrito

    distante come il cielo in Patagonia
    m'avvio abbracciando i sogni che ho patito
    distante come il cielo in Patagonia
    m'allungo ai sogni che ho patito

    come quando gli uccelli se ne migrano
    lasciando il loro nido
    lasciando il loro nido
    come quando gli uccelli se ne migrano
    lasciando il loro nido

    una lacrima su una guancia ed una sull'altra fefe.

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  9. colpi al cuore...

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  10. Dove nascondevi questa meraviglia?
    Finalmente ti sei decisa a condividerla con noi.
    Questi sono i racconti che mi emozionano, i racconti di vita vera, con le sue tragedie, i suoi dolori, i suoi sbagli.
    Vita narrata senza falsi pudori, d'impeto.
    Vita di chi sa riconoscere i propri sbagli ma che vuole affermare la sua liberta' di scelta.

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  11. ..anche al mio...colpo, cuore, sensazione devastante...una lacrima, ora scende muta perfino su me, che mai avevo pianto nel riccordo di una separazione che insistente non è mai realmente accaduta sul piano fisico....ma solamente sensoriale.....Bill Lee, accolgo il tuo respiro soffuso, il bagnato della tua tristezza, e l'estrema sincerità del passato che sai....e capisci, perdoni, accetti....devota e sempre dentro a quella notte dove i corvi sorvolarono i cieli di noi tutti.

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  12. Aggiungo..un enorme grazie anche a Luigi, così sincero e toccante, nel suo esprimere la bellezza che prova, e per farmi arrossire timidamente...o qualcosa di simile alla timidezza....sei assolutamente forte dentro ciò che passi al mio essere...così come lo è il nostro amico Giorgio, benvenuto tesoro, che per la prima volta fa sentire la sua voce, e onora per primo il mio scritto azzardato e mutevole....felice di aver portato anche di fronte a voi n pezzo di vita e della mia grandezza.

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