giovedì, maggio 06, 2010

LABORATORIO #3

4

"LIBERTA' DI ESSERE LIBERI"




Appena tornata da una fantastica fuga nella CAPITALE, dove, come avevo esageratamete accennato, mi sono recata sia per un pò di sana vacanza all'insegna dell'antichità, sia per parlare del futuro del nostro Sudatissimo Lavoro all'interno del Laboratorio di scrittura, vi ringrazio per le adesioni, per la pazienza e per i complimenti, e non mi dilungo oltre prima di presentare un altro Stupefacente racconto legato al tema della Libertà!!!!
L'Autrice ci porterà in una dimensione diversa da quella che siamo stati abituati a percepire fino ad adesso dalla sua arte, e tenterà di leggere il significato del "LIBERARSI" attraverso un punto di vista forse distante da quello di molti di noi, ma così vicino alla realtà della maggior parte delle persone che attraversano un percorso e ne tirano le somme.

Buona, affascinante, lettura miei SOLDATI della PENNA...e non lasciate mai il percorso che abbiamo deciso di affrontare insieme, perchè le novità le proposte e le sorprese non mancheranno!!




"PASSATO E FUTURO" di Marianna Novara

Viverti addosso. È quello che ho fatto negli ultimi trenta anni. Al primo sguardo, al primo incontro, ho inteso che non c’eri che tu nella mia vita, che tu saresti stato la mia vita. E tutto quello che avevo programmato, nella fervida immaginazione di ragazza inesperta, si è volatilizzato come certi sogni belli che svaniscono al risveglio. Ho svoltato l’angolo, tra lo sguardo incredulo dei miei, che ben altro avrebbero voluto per me (ma si sa, i genitori vogliono il meglio ecc ecc e tutte quelle panzane che si tramandano di generazione in generazione). Divenni perfetta padrona di casa, in attesa di una telefonata, di un incontro, della fatidica domanda cruciale che è il sogno che in ogni donna alberga, fin dalla notte dei tempi, perché così ci ha inculcato una società fossilizzata da millenni di potere maschile . Ma tu eri l’uomo importante, pieno di impegni e quando dopo tempo me lo hai chiesto, è stato come concedermi un favore. Mi sono avvolta in una nube di tulle bianco e sentita importante al tuo fianco, per essere alla tua altezza e non deluderti mai. Così svolazzando come una libellula ti ho promesso me stessa, nel bene e nel male, finché morte non ci separi. Ho addobbato casa, cucito tende colorate e tappezzato pareti di cuori. Che importava quello che avrei potuto o voluto fare, c’eri tu a provvedere a me, io dovevo solo aspettarti ed essere al tuo fianco sempre e comunque. Poi sono nati i figli che hanno fagocitato altro tempo e non c’era più spazio per leggere un libro o prendere i colori e abbozzare una tela. Giorni interminabili di quotidiane commissioni, notti di veglia dietro il pianto dei pargoli, perché tu avevi riunioni importanti l’indomani e dovevi riposare …

Pian piano i miei capelli si sono ingrigiti, senza sapere come e ho visto il mio corpo mutarsi in un agglomerato di cibo in luogo di carezze. Non hai mai capito, quando ti chiedevo uno spazio per me, non comprendevi nemmeno la voglia di fare qualcosa di diverso dall’essere madre e moglie. Avevo il mio angolo, le vacanze ogni anno al solito posto e nel solito periodo, mentre avrei voluto prendere uno zaino ed esplorare luoghi diversi senza orari ed itinerari, senza la zavorra del mio piccolo mondo. Poi quei figli sono cresciuti, scrollandosi di dosso la mia ossessiva presenza e la tua fredda indifferenza, se ne sono andati, e se ho pianto, sentendomi strappare una parte di cuore, un ghigno di soddisfazione, nascosto bene dentro di me, mi ha persuaso della loro legittima voglia di libertà.

Libertà … un termine che non mi appartiene, per scelta antica o per casualità del destino. Adesso che siamo soli e che non lavori, giri per casa senza saper cosa fare, oltre che leggere un giornale o guardare la televisione. Cerchi un approccio intellettuale, un opinione che non hai mai chiesto. Non hai dove andare, tutti gli amici che hai rinnegato, si sono persi nella notte dei tempi e vivi di qualche telefonata che ti riporta al tuo mondo, dove non c’è mai stato posto per me.

Hai cominciato a criticare l’organizzazione delle mie giornate e perfino il cibo che prima ti andava bene, adesso è tutto da rivedere, nei passaggi culinari e negli ingredienti giusti. Sei riuscito a far salire un livore dal fondo che certe volte vorrei farti scomparire e tappare quella bocca pronta a puntualizzare tutto …

Ho una tale rabbia dentro che mi sembra di esplodere, che si calma vedendoti per quello che sei, un uomo invecchiato male e senza energie, che si aggrappa all’unica persona alla quale, secoli fa, ha concesso un privilegio. Io ho ripreso i vecchi libri, un Kafka impolverato e le poesie di Emily Dickinson, faccio lunghe passeggiate da sola al parco, ho conosciuto persone simili a me con cui chiacchiero piacevolmente e di cui ti taccio l’esistenza. Voglio i miei piccoli segreti … per rivalsa, o per riprendermi quel che rimane di me. Respiro una profonda gioia nel girare per mercati e ridere delle battute allegre degli ambulanti.

Ho trovato un lavoro, accudire una anziana signora nell’ultima parte della sua malattia. Prendermi cura di lei mi fa star bene, come una seduta in un centro benessere, e quando te l’ho comunicato, semplicemente, ho ascoltato il tuo silenzio : sapessi come mi sono sentita leggera e perfida!

Adesso che si avvicina il solito periodo, il solito alberghetto vicino al lago, ti vedo agitarti desideroso di partire, come se questo potesse cambiare le cose … non sai cosa ti aspetta, caro, mi sono prenotata (da sola) una crociera lussuosa per visitare quei luoghi che sempre ho sognato di vedere, lungo le coste del mediterraneo, e ballerò e canterò tornando un po’ fanciulla e un po’ attempata. Sul lago andrai da solo, goditi la tua libertà , e se non vorrai tornare, non darti pena, capirò …


4 commenti:

  1. Che dire Marianna che sei stata mitica? Forse è poco!
    Semplicemente perfetta ma non nel modo di scrivere (ineccepibile tra l'altro!) ma proprio per la tua estrema essenza di libertà femminile, di donna che comunque resta tale fino alla fine con le sue piccole e grandi risoluzioni o per meglio dire rivoluzioni personali. Complimenti!

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  2. Io l'ho trovata una rivalsa sull'intimo e personale bisogno di una Libertà che non ci siamo concessi, ma che negli anni, trascosri ad annusare il lontano vento dei viaggiatori e delle migrazioni, non ha mai smesso di bussare alla porta dei nostri bisogni. Per quanto io possa aver combattuto a vita per evitare di trovarmi a conquistare il mio doveroso spazio solo nell'ultimo indimenticabile, momento, ho sentito ancora una volta la forza di una scelta, e la voglia personale di fuggire, non importa se è tardi o lo sarà. Grazie Marianna...sei stata illuminante...

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  3. Io non son capace di commentare ciò che scrivo, non ho l'obiettività di un critico e spesso (ma resti tra di noi) non sono mai convinta di aver partorito qualcosa di dignitoso e letterariamente accettabile. Posso solo accennare da dove nasce questo racconto. Ci sono donne (dalle mie parti) nate in un contesto sociale dove tutto sembra già tracciato e uscire dai binari sembra un andare contro natura. Spesso questi limiti sono mentali, principalmente, ho visto tanti sogni spezzati e la rabbia di una vita mancata.E nel contempo ho conosciuto altre donne, che a fronte di grandi difficoltà, si sono liberate della zavorra mentale di secoli di potere maschile e sono andate avanti, spesso sole, ad affrontare un mondo non ancora consapevole, con il coraggio della loro libertà interiore. Sono uscita fuori da me ed entrata nelle loro menti. Questo è un piccolo tributo al riscatto femminile da tante sovrastrutture, che ci hanno fatto credere indispensabili e che indispensabili non sono.

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  4. Di riscatto femminile si parla, purtroppo assai raramente, soltanto quando esso avviene in modo plateale. Marianna invece ha saputo raccontarci una rivalsa solo apparentemente piccola, che esprime quell'anelito verso la libertà dal quale nessuno può sottrarsi. Complimenti!!!

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