"Libertà di Essere LIBERI"
Buona Giornata miei Giovani e Caparbi Combattenti!!
Sono assolutamente fiera di dichiarare ufficialmente aperto il NUOVO LABORATORIO a TEMA, che seguendo le solite regole delle esercitazioni portate a termine fino ad ora, lancia una sfida importante per le Menti in fermento di tutti coloro che adorano la lotta ed il confronto con Argomenti della vita quotidiana, della sensibilità umana, e dell'immaginario poetico.
Libertà, ecco su cosa verterranno le grandi creazioni letterarie degli Autori Pomettenti che si metteranno in gioco: Libertà di essere noi stessi, Libertà di riconquistare il proprio posto nel mondo, Libertà di giocare ancora con il destino, Libertà di mettersi a nudo, Libertà, invece, di chiudersi dentro il nostro guscio e aspettare l'attimo migliore per farsi valere ancora.... Libertà di Essere Liberi!!!
Così riprendiamo le fila dei nostri pensieri e lanciamo il cuore dentro nuove esperienze poetiche, fino a che non ci sentiremo pieni ed esausti, confusi e rinvigoriti, dalle meravigliose storie scritte apposta per il percorso Avventuroso che ancora afrontiamo Poderosi e Smaglianti.... come angeli dell'invenzione che aprono le ali per spiccare nuovi voli pindarici con le nostre emozioni.
Il Pezzo d'apertura è una Storia di Donna Libera dalle convenzioni del comportamento, dai bisogni necessari all'integrazione in un luogo straniero e poco affine ai suoi parametri, dall'immagine comune che ognuno ha dell'altro, me che non vorrebbe mai sentire cucito su di sè.
L'autrice che ci dona la sua personale visione ha già scritto poesie e brevi stralci di pensiero per il nostro blog, ma ad introdurre il suo capolavoro troveremo prima una breve riflessione di uno scrittore mai apparso prima nelle nostre pagine, che spero senta in seguito il bisogno e la voglia di poetare ancora per noi.
Godetevi l'estasiante esperienza....a presto, miei soldati!
"LIBERTA' " di Fabio Prunestì
La libertà non può esistere senza rispetto. Il rispetto per i sentimenti, per quello che si ha, per quello che siamo... La libertà è un enorme cuore pieno d'amore e fantasia... La libertà è quella verità che dovremmo saper condividere... Libertà e silenzio e mille voci... Non esiste la paura... La libertà è una carezza dell'anima, e l'anima, è il rispetto della vita...
"LISA E LA SUA LIBERTA' " di Sara Amato
Suona la sveglia. Fuori piove incessantemente e le persiane nella stanzetta ancora buia sbattono più volte come è successo durante la notte, spinte da un vento ostinato. Lisa preme il pulsante di quell’oggetto rumoroso, che annuncia l’inizio di una nuova giornata. Una rapida pettinata ai capelli mossi è la prima cosa che la giovane donna fa, uno sguardo allo specchio e poi una promessa rapida a sé stessa: truccarsi e migliorarsi in breve tempo per uscire di casa semplice ma femminile.
Lisa non ama gli sguardi della gente, ma ama stupire in quei momenti in cui nessuno si aspetta di veder cambiare aspetto a una persona solitamente tranquilla. Stupisce più che con la sua immagine, con alcuni suoi modi di camminare muoversi e agire e soprattutto di pensare. La donna di quasi trent’anni inizia decisamente a capire che la sua vita dovrebbe rientrare in certi schemi sociali piuttosto definiti, eppure lei è proprio per questo motivo che ama mostrarsi contro corrente. Cosa c’è di più coraggioso del dire no a una vita scelta da altri e cosa c’è di più divertente del pensare con le proprie idee, rischiando pure di essere visti troppo diversi dal resto della gente?
Lisa è una semplice anticonformista anche se non ama definirsi per forza, ma le dovesse capitare di farlo questo termine le risulterebbe simpatico.
La mattina è gelida come qualsiasi mattina di marzo a Oslo. Lisa tira fuori i guanti imbottiti dallo zainetto di pelle e mangia camminando di corsa per andare a lavorare. Certo il cibo in Italia è un’altra cosa eppure quel dolce grasso e pieno di miele che lei sta addentando le da la piena sensazione di essere andata a vivere in una città diversa, straniera in tutto. La gente è cordiale, facile, immediata. La notte quando Lisa rientra dal lavoro, vede spesso passare donne bionde e bellissime che si divertono con un boccale di birra in mano, senza problemi: liberamente e sinceramente. Forse è stato quello uno dei motivi per cui lei, dopo un viaggio con l’ex fidanzato, ha deciso di venirci ad abitare. La donna spera di prendere qualcosa da quelle ragazze e di farlo suo, spera di migliorare in ciò che vuole da sé stessa: essere libera.
Nel negozio dove Lisa lavora ci sono commesse che parlano una lingua quasi incomprensibile, ragione per cui lei si applica spesso a distribuire la merce sui banconi più volte e ad ordinarla oltre il dovuto, per svicolare da quell’imbarazzo di non essere ancora riuscita a interpretare il senso del parlare norvegese, nonostante i due anni di vita stabile a Oslo.
Nel negozio di moda dove tutti i vestiti sono lunghi e stretti, adatti alla razza nordica che abita quei luoghi, da tempo fa visita un giovane inglese, da quel che Lisa ha capito si tratta di uno studente che ha preso un appartamento in affitto in città. La donna non ha nessuna voglia di farsi piacere un ragazzo britannico, al limite spera di incontrare amici italiani con cui condividere una birra in un pub o una cena in un ristorante. Harry tuttavia non sembra pensarla esattamente come lei. Ogni volta che entra nel negozio lui racconta di voler acquistare vestiti per conto di una sua amica, eppure quando incrocia lo sguardo di Lisa, sorride e parla volutamente e allegramente con le altre commesse, quasi a non voler dare importanza alla presenza della ragazza.
Quando Lisa entra nel negozio quella mattina trova Harry che cammina sul marciapiede accanto con un cellulare in mano e con un accento inglese particolare. Lui la guarda, sorride e come se non l’avesse neanche vista si gira di scatto e prosegue per la sua strada, verso l’università.
Queste scene mettono alla giovane donna una naturale curiosità,a prescindere dalla considerazione o meno per la persona che gliela provoca.
I vetri del negozio sono appena appannati e l’atmosfera della mattina presto appare incantata.
Le ore di lavoro passano a volte lente a volte rapide e quel che Lisa aspetta di più è il momento in cui può tornare a casa. La micia Brilly la aspetta nel suo appartamento e il legame profondo e indipendente che lega la padrona alla sua adorabile gattina è basato sulla complicità e su quegli sguardi fugaci e intensi, che scambiati la sera al momento del ritorno significano relazione, patto di fiducia, unicità.
La donna desidera vivere almeno per un po’con l’illusione di non essere legata a nessuno in particolare e un po’a tutti: Brilly sintetizza la sua aspirazione poiché senza parlare solleva il musino per guardarla, la ama e accetta silenziosamente, in cambio chiede semplicemente cibo.
Il dopo cena di oggi per Lisa è una passeggiata verso il centro a godersi le illuminazioni di una città straordinariamente viva. La Norvegia la incanta: una terra così ricca di natura dove si può veramente osservare il dominio del regno animale e vegetale sull’uomo. Oslo è l’unico territorio più popolato di quella nazione.
Arrivata sul famoso Aker Brigge, punto in cui la concentrazione dei locali è straordinaria, la donna decide di entrare in un pub per una birra. All’ingresso del locale ad accoglierla c’è Harry. “Fa anche il cameriere?” si domanda Lisa, “ lo vedo dappertutto”.
Harry con fare molto professionale e col suo solito sorriso la accompagna a un tavolo, per poi seguirla con lo sguardo e scherzare con le clienti in maniera un po’distaccata, ma anche a tratti provocatoria.
Quella sera la giovane beve due boccali di birra rossa fuma una sigaretta, osserva il cielo grigiastro e decide di aspettare “il cameriere inglese” per tornare a casa, perché le dia un passaggio con la moto. In fondo, pensa lei, per quale motivo il ragazzo non dovrebbe considerarla come le altre e perché non permettersi di apparire come una di quelle donne straniere, che non si fanno problemi per nulla almeno ad osservarle da lontano? Per una volta lei vuole essere come loro, tentare almeno.
A fine serata Harry vede Lisa venirgli incontro e chiedere in italiano di riaccompagnarla a casa.
Lui la guarda e con un accento bizzarro risponde: “Nessun problema, va bene”. “E così Harry parla l’italiano e da quando ci conosciamo non l’ha mai detto!” pensa la ragazza piacevolmente stupita.
Un colpo di scena in quella serata gelida forse è quello che ci vuole. Lisa pensa che la vita non deve mai essere noiosa e in fondo parlare a una persona che le mostra interesse negandoglielo, accende curiosità e voglia di vivere.
Harry la segue e con gesti quasi cinematografici si avvicina alla moto e la accende. “Ti piacerebbe fare un giro per la città? Io non ho sonno”. Lei senza pensarci gli risponde: “Perché no …”
La ragazza italiana sente il vento a cavalcioni sulla moto e pensa che è bello assaporare la vista rapida delle strade con quel’aria fredda che ti muove i capelli …
Harry non dice una parola e a un certo punto si ferma su un marciapiede, tira fuori la birra messa da parte la beve e dice a lei di sedersi accanto. I due osservano la notte senza aver bisogno di parlare. E’un silenzio che comunica emozioni, sembra di rappresentare a livello scenico la famosa canzone: “Sound of silence” quella che Lisa preferisce.
“Dopo stasera vorrei evitare di vederti Harry, non credere che io sia matta ma semplicemente non voglio iniziare relazioni di qualsiasi tipo, mi va di stare bene e basta”dice la ragazza rompendo la quiete.
Harry guardandola di sfuggita risponde: “Chi ti dice che io ti voglia rivedere? Mi basta uscire con te stasera. Questa è stata una sfida personale, ora sono soddisfatto e non voglio niente di più”.
Lisa di nuovo è stupita. Di solito lei deve scavare a fondo dentro sé per emozionarsi, ma stavolta si trova in una situazione diversa dal solito.
La donna dopo un attimo di esitazione e sicura di sé risponde: “Ora riaccompagnami a casa”.
Lui molto lentamente si alza, scaglia la bottiglia di birra contro un angolo della strada facendola rompere in mille pezzi e come se niente fosse le dice: “Andiamo”.
Quella notte a casa Lisa dorme con la sua micia accanto, raggomitolata intorno ai piedi. “I rapporti umani sono una farsa e sono belli quando li osservi a distanza ma non li vivi troppo da vicino”, sono le parole che la donna pronuncia prima di prender sonno definitivamente. Lisa ha amato tanto e troppo le persone più care nella sua vita, ha perso molto in questa scommessa e capisce che ciò che desidera è una vita particolare.
Quella notte i vetri della finestra non sbattono e le persiane rimangono silenziose.
Lisa non vede più Harry entrare nel negozio ma due anni dopo lo incrocia in una strada con un bambino biondo in braccio e una compagna accanto, norvegese.
Lei lo guarda, lo fissa e lui fermandosi per parlare le dice: “Vedi ho in braccio la mia libertà”.
Lisa in quel momento non sa cosa dire e fa finta di niente, sorride alla famiglia di Harry, imbastisce quattro chiacchiere inutili e se ne va. Subito dopo, con le mani frettolose, la donna cerca nella sua borsa la foto dell’ex ragazzo con cui anni fa è venuta in Norvegia. Il numero di telefono lo ricorda benissimo, prende il cellulare e manda un messaggio a Fabrizio: “Sei ancora libero, ti ricordi di me? Ho bisogno di vederti, forse ora sono pronta a volerti bene”.
Per un giorno Lisa non riceve nessuna risposta. Forse il segnale non è buono per mandare messaggi all’estero, forse lui non vuole rispondere. Il giorno successivo alle 3 di notte arriva un suono dal telefono cellulare, lei corre a leggere e vi trova scritto: “Io non ho smesso di volerti bene, Fabrizio”.
La donna riposa il cellulare, si pettina, si veste e fa la valigia … torna in Italia: forse ha capito cos’è la libertà.
(Inserisco qui di segiuto il commento dell'Autrice al proprio racconto, come da lei richiestomi.)
"Ho tratto spunto, per la scrittura di questo raccont, da esperienze personali di amici a me vicini, o lontani, ma comunque accanto al mio cuore. Alla mia età, 34 anni, ci si può chiedere, di nuovo e differentemente dai 20 anni, che cosa sia la libertà. C'è la paura di perderla, la voglia di conquistarla, eppure... io questo l'ho sempre pensato, nla vera libertà è nella nostra mente: è la capacità di rimanere se stessi e di scegliersi all'interno di vite che rispecchino la nostra personalità, come saranno queste vite lo capiremo durante il percorso. La Libertà è un termine dal significato vasto, ma in fondo tanto più si seguono le proprie emozioni e il proprio modo di pensare, tanto più ci sentiamo con l'anima di vivere in terre lontane, in paesaggi sconosciuti a volte, noi viaggiamo scegliendo di percorrere la nostra vita, qualsiasi cosa questo comporti, nel bene e nel male, l'importante è che gioie e dolori aderiscano a ciò che siamo e che vogliao essere.
Scegliamola, quindi, la libertà!"

Il viaggio come conoscenza dell'altro, come motore che ci spinge ad andare oltre il nostro vissuto, allargando così le nostre prospettive.
RispondiEliminaL'autrice sottolinea come, una volta abbandonata la "stanza dei bambini" per entrare nell' età adulta, sia proprio la normalità la nostra vera (e forse ultima) rivoluzione. Dimentichiamo quindi la direzione ostinata e contraria della giovinezza, senza rimpianti nè delusioni. Solo alla ricerca di una stabilità che, sino ad allora, credevamo inaspettata e irraggiungibile. La libertà diventa allora sinonimo di semplici gioie quotidiane e autorealizzazione. Perchè, come ci insegna De Sanctis, "la semplicità è la forma della vera grandezza, di una grandezza inconscia e divenuta natura".
Penso che Deborah abbia colto in pieno il significato che l'autrice voleva dare allo scorrere del suo pezzo....almeno è la stesssa impressione che ha lasciato in me la prima volta che l'ho letto, così da spingermi ad amarne le semplici curve dei pensieri della protagonista, così come le curve umorali di se stessa e coloro che le girano intorno...a volte senza molto senso.
RispondiEliminaSara...hai colto nel segno uno degli aspetti più efficaci, basilari, del concetto di Essere Liberi: poter tornare finalmente ai nostri sensi più intimi e scegliere della propria vita senza farsi influenzare dal giudizio comune, spesso estremamente superficiale.
Assolutamente sì il giudizio comune è superficiale e quello che volevo trasmettere è che si può coltivare una propria dimensione facendola rimanere infantile senza però rinunciare alla vita, che poi è una messa in gioco continua senza vere certezze e la stabilità è la nostra sfida. Stabilità come e quale ognuno è libero di scoprirlo con le proprie esperienze, senza fermarsi a target sociali o per forza a scelte comuni, se queste non si modellano sulla propria volontà. Comunque amare è il vero rischio, essere liberi amando è forse la sfida più vera e più interessante, fatta di un gioco di equilibri da stabilire e di confini da capire giorno dopo giorno.
RispondiEliminaLa libertà non esiste più, è solo utopia, il mondo reale non ci fa liberi di scelte, ma tutto è condizionato agli status simbol, alle tempeste umorali dei media, al sociale e culturale imposto che noi ogni giorno assorbiamo. La libertà è virtuale, è fatua è sogno.....solo nel sogno, nell'immaginario delle nostre espressioni ed emozioni siamo veramente liberi!
RispondiEliminaBello comunque il tentativo di Sara, nel comunicarci la libertà, il suo racconto comunque
sfiora le nostre sensazioni....
Ma la vera libertà oggi, è quella narrata da Fabio, bravo! mi sei piaciuto molto, quella che accarezza l'anima!
La Libertà, amici miei, è dentro le nostre teste, è dentro di noi. Non possiamo dire che non esiste...se vogliamo possiamo ignorarne la forza...ma sarebbe una cattiveria che facciamo a noi stessi!
RispondiEliminaLiberatevi...sempre!
Caro Giorgio vivo ogni giorno la mia libertà lasciando liberi gli altri di pensare con la loro testa...grazie comunque del tuo intervento.
RispondiElimina"Vado chiedendo agli anni, agli anni di una vita chi sarà stato che ti ha dato il nome! Ti fai desiderare come un'amante ma nessun uomo ti ha trovata mai. Libertà dove stai? Liberta chi sei?... Solo un nome o niente o sei un chiodo che ho nella mente..."
RispondiEliminaAdoro questa canzone/poesia di Lando Fiorini (in vernacolo dà i brividi ma anche in italiano non è male) perchè rispecchia in pieno il mio concetto di libertà.
Un abbraccio circolare a questo stupendo cenacolo.
Ti ringrazio Cinzia, hai scritto una bellissima frase...
RispondiElimina...appunto Sara, è il pensiero che ci fa ancora liberi!Ed è questo che ci rende ancora unici.
RispondiEliminaUn saluto al gruppo.
Che liberta’ si conquista aspettando nel tuo angolo lontano dal periglio oggi, domani, dopodomani...Sappiamo che negli angoli la luce ha stento ad entrare...
RispondiEliminaBravissima Sara, bravo Fabio!!!
Il mio pensiero( che mi piace definire sconnesso come tutti quelli che scrivo )è venuto fuori da una riflessione...ci sono alcune parole che ormai sono troppo utilizzate e quasi perdono il loro valore, la parola libertà è una di queste..
RispondiEliminaDarle un'unicità di significato è una limitazione,darne tanti è dispersivo ma se riusciamo ad abbinarla ad altre come ho cercato di fare ce ne fa riscoprire tutti i colori..