lunedì, febbraio 15, 2010

Laboratorio #1

8
"Amori ed Emozioni, Traviati/Travianti"


Pubblico qui i primi risultati del laboratorio di scrittura a tema, che, grazie ad alcuni pensatori assurdamente prolifici, ha prodotto una piccola sfera di poetica speranza della quale vado particolarmente fiera.
Leggete, credete, e continuate a inviare materiale... poichè noi siamo l'Anima della Cultura Sussurrata e spesso Violata, per la quale Combatteremo fino all'ultima Goccia di Sangue Eroico, fino all'ultimo Respiro affannato contro la Polvere del Tempo che Verrà!

E adesso Godetevi questa Meraviglia, miei soldati.

"Un silenzio perfetto"

Il riverbero dell'alba sulla bottiglia dipinge la parete della stanza di una indefinita immagine tremolante. L'aria, adesso in quiete, accarezzata dal calore scisso dai corpi, finalmente tornata libera, sgranchisce attraverso uno spiraglio gelido le sue ali, libere dal fiato, dal sudore.
Corpi bagnati e caldi che respirano lenti nella tranquillità della città addormentata.
In strada, il passo strascicato di chi va a lavorare, di chi torna a casa dopo una serata di festa, rimbomba regolare, sommesso, attutito solamente dai drappi chiari appesi al soffitto, dalle lenzuola crespe.

Non esiste la malinconia nel corpo fremente che le prende i lombi. La schiena tesa nel supremo sforzo di aprirsi, i fianchi, nascita del mondo e giudizio inappellabile della carne, come una viola vibrano. Basso di piacere. Estasi che dal sangue s'alza, strazia, sublime, e perfezione, piacere che invade. Partecipazione che finalmente, nell'inganno, non ha bisogno di una scelta, perchè la decisione ha preso la maschera terrificante, preziosa, ineluttabile, della follia.

La tenebra. Compagna, custode. Da te, mani che non stinsero che sabbia, s'ergono. La perfezione come amalgama del desiderio, modella l'inconsistente oblio. Di te l'insicurezza, il latrato di cane, in cagna ansante, in me, in cane mutato, come uno stregone che scopa la luna. Sperma perfetto su corpi perfetti.

I membri tesi come lance dipingono con la loro ombra la venusiana regina. La concitazione dei denti traccia nuovi confini sulla pelle scura di lei, che vibra come rettile in procinto d'abbandonare la vecchia e lacera, inutile,forma.
Nuovi umori tracciano nuovi sentieri. Il piacere definitivamente evapora da sé per l'incomprensibile timore del possedersi, la nuova carne risponde inattesa al primo dei bisogni, incontra finalmente la sua più profonda vittoria: Sublima.

L'abbraccio, stretto. Velluto e ruvida sensazione, dolcezza, disperazione. L'inconsapevole così determinatamente cercato. L'insicurezza che diventa morbidissima preda.

La verità non grida che vocali.

La luce del mattino taglia obliqua la stanza sfatta. Il cremisi del giorno nascente, giunto, borioso, con il suo fardello di perdono, non può che allontanarsi seguendo i passanti impazienti.
Non è più notte. Ogni timidezza nascosta non può che arrossire alla malizia dei giorni che verranno.

Rimane solo il profumo a galleggiare nella stanza silenziosa.

Solo sensi, come dita di una mano, pudicamente nascosta in tasca.

Ricordo il mio corpo, nudo. Finalmente perfetto. In uno sforzo, ultimo, per chiudere quella fastidiosa finestra e rimanere ancora un po' al buio, al silenzio, avvolto di niente se non sudore.
Finalmente perfetto.
In un silenzio perfetto.

Marco (Velimir) Pocci


"Lei e il mio tempo"

Sera di vento. Quello buono che ti accarezza e ti solleva. Che porta il fruscio di stoffe preziose, buttate all'aria in cambio di una libertà vestita di stracci.
Chiudo gli occhi e ti sento....
E sono acqua che il soffio increspa
e sono fuoco che arde alimentato
e sono terra che mescola i colori
e sono cielo che trasporta voli senza piume.

Tutto ti fa da orchestra:perchè il canto è ricordo che non si scorda, e la mia voce lo protegge raccontandolo.
Di quando ti ho visto giovane e fragile, indifesa e felice al tempo stesso. Dono, tu, a cui chiedo coraggio, chiedo costanza.
Di quando ti ho vista a mezz'aria, tra alberi e cielo, tirata dalle leggi della terra, sollevata dalla legge del Padre.
Cuore a testa bassa, ostinata volontà alla quale chiedo giustizia e addestramento al dolore.
Di quando ti sei fatta piccola per entrare in una storia semplice, mattone su mattone e anima a calce, per levitare su cattedrali enormi e sontuose. Ginocchia in cenere dalle quali si rinasce, e alle quali chiedo forza di giganti, e sorriso di cielo.

Ora è tempo di salvare ciò che resta.

Sostieni il mio sguardo
siedimi accanto nei tempi frivoli
chiamami per nome
trattieni i miei pensieri coraggiosi
e accarezza la mia fronte
nell'idea azzardata di un tuo ritorno.
Così, di tanto in tanto, c'è chi sceglie e chi si trattiene per sempre. Io ho ancora fiducia nei nodi del vento.
Tu no dimenticarmi nel soffio.

Chiara Valeri


Penso non ci sia molto altro da dire a parte ciò che è già stato scritto.
Lascio puntini di sospensione per chiunque voglia aggiungere qualcosa......

8 commenti:

  1. Tanta dolcezza celata da parole che sembrano forti...scorrevole e piacevole! A me,è piaciuto! Bravo Marco!!!

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  2. Siete stati eccezionali entrambi...ora seguirò il filo di ognuno di voi per vedere a cosa porta....se avrete voglia di seguirlo con me!

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  3. Scritture veramente belle, di piacevole lettura i miei complimenti a Chiara e Marco.

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  4. Chiara è un onore condividere con te questo specchio, anche a me è piaciuto molto il tuo pezzo. c'è quel tuo inconfondibile marchio di dolcezza, che pesca nella malinconia profonda del distacco e nella (forse) disperata ricerca di una crescita ricevuta come un'eredità. un commiato che svela attraverso i segni di una natura vivente l'unico grande segreto che vale la pena di svelare (ma che non svelerò, io ho il mio e tu il tuo giustamente).
    Esteta.

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  5. Se per te non fosse difficile, Bill lee, vorrei continuare il filo logico dei discorsi proponendo un altro tema dove sia tu, che chiara, potete ancora condividere lo spazio, ma su argomenti diversi....Intanto aspetto risposte riguardo alle lettere....tu sai di cosa parlo!

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  6. ...ho trovato la lettura molto piacevole, il ritmo rilassato e intenso che nn superava mai la linea della rabbia. Sono rimasto molto soddisfatto del racconto di marco, una sensazione di calore assoluta, faccio i miei complimenti a lui e al suo modo di scrivere...sempre coinvolgente ed entusiasmante....

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  7. ...chiara, mi piacce ciò che hai scritto anche se a volte, secondo me, scade un po' nel banale, a parer mio un po' troppo scontato, resta il fatto che è molto melodico ciò che hai scritto e scorre che è un piacere, brava...veramente molto brava...

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  8. Un vero breve capolavor che descrive' con grande maestria, una profonda sensazione, senza invadere la mente del lettore, il quale puo' riconoscere, nel leggere, le proprie emozioni.
    La tua abilita' narrativa fa si che si possa avvertire perfino l'odore di una notte conturbante, sembra quasi che al fine di essa, quando il sole squarcia il buio,sia avvenuta una trasformazione, una sorta di mutazione.
    Complimenti MARCO, spero che condividerai altri tuoi scritti, perche' sono davvero belli e toccanti.

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