mercoledì, febbraio 24, 2010

Laboratorio #1

10

"AMORI ED EMOZIONI, TRAVIATI/TRAVIANTI"

Riprendo a sognare con un'immagine meravigliosamente costruita, scattata dalla nostra fotografa di fiducia, Milena, proprio in occasione del tema pensato per il nostro laboratorio, ispirato agli amori indicibili, all'esperienza traviata del nostro affezionato Oscar Wilde (come ho spiegato all'inizio, nel primo post) e alle impossibili diramazioni dei sentimenti umani che spesso si trasformano in turbini oscuri entro i quali la speranza si perde, e si mescola, con la depravazione.
Ed è insieme a questa maschera lacrimante di sangue apparso dal grigiore dei nostri giorni, che sento il bisogno di presentare un'altra autrice assolutamente promettente, nonché vicina a me, dalla quale ho ricevuto un racconto particolare, forte, straniante, che a suo modo si sposa perfettamente all'ambito poetico proposto in questo esercizio di scrittura.
Godetevi le sue parole.

....ci troveremo presto, miei soldati, con una novità che ci permetterà di ampliare i generi letterari da trattare all'interno del nostro affezionato blog...


"ASSASSINO ALATO"

Falco Grigio era abituato alle frenetiche scorribande dei ratti che infestavano la sua cella nel buio opprimente.
Ogni giorno, ormai da anni, l'uomo con le ali s'inginocchiava sul pavimento coperto di polvere e restava immobile, fissando un punto dell'oscurità che nell'oscurità stessa era impossibile da trovare.
E attendeva.
Attendeva senza pensare.
Preferiva schivare l'ostacolato e caotico inseguimento di quelle corrotte concezioni, anche seppur minimamente logiche, che si formulavano nella contorta massa del suo non essere, diventando inevitabilmente niente più che atroci, banalissimi desideri di uccidere e fuggire.Spaventosi aneliti di morte affioravano ancora, echeggiando come tuoni per poi infrangersi miseramente contro le pareti della sua testa.
Ed è allora che sentiva il cuore spezzarsi ancora, ogni volta che ripensava al suo viso, fino a sentire gli schianti sordi che lo mandavano in mille pezzi. Ripensava a quei segni indelebili della memoria, ne cercava le tracce dentro di sé, sentendoli pulsare sotto la pelle, tentando invano di riprodurre quel meraviglioso moto perpetuo chiamato "amore", quell'insana e sublime passione che lo aveva condotto lì dove si trovava adesso. In quel sordido non luogo dove, da troppo tempo, si sentiva congelato nella stessa sequenza di gesti insulsi, interrotta solo dal filo dei ricordi.
Era proprio grazie a queste odiose reminescenze che poteva rivivere, ancora e per sempre, il momento in cui aveva sentito l'essenza vitale lasciare il corpo dell'amata. L'attimo in cui, dopo averla soffocata, aveva visto la sua anima abbandonare quell'inutile scafandro, finalmente libera dall'imperfezione della carne... Una corruttibilità che, da circa tre mesi, si celava sotto la parola "cancro".
Gli Psichiatri saccenti lo avevano definito "raptus omicida", mentre i media gridavano, incessanti, all'ennesimo delitto passionale. Ma lui sapeva che non era così. Si era trattato piuttosto di un atto d'amore, controverso certo, ma anche maledettamente intenso. Mentre la strangolava non poteva fare a meno di sussurrarle dolci parole, pronunciandole soavemente a chi è già fantasma, ad una folle presenza d'amore che ti chiede la morte guardandoti negli occhi, ricadendo e rialzandosi, arretrando per poi colpire, come nel mondo perfetto che avevano sempre desiderato... Si, Falco Grigio ora sapeva unicamente desiderare, ed era in grado di farlo così bene che le sue ultime scintille di vita potevano animarsi nell'appassionata attesa dell'infinito dove lei lo stava aspettando. Era felice. Sapeva che soltanto con il desiderio poteva toccare gli spicchi di luna che irraggiavano nel cosmo la loro dimenticata poesia, poteva ancora bagnare le labbra carnose di lei come una lacrima salata, poteva lanciarsi addirittura più lontano di un sogno... E in fondo desiderare era l'ultima stazione dello sconfinato oceano che cullava, complice, ondeggiante, le sue adorate follie d'amore.
In attesa di un perdono che non sarebbe mai arrivato, Falco Grigio avrebbe voluto vedere le danze delle coccinelle impazzite sui girasoli di Gennaio, le lacrime dei lupi azzurri nei dieci mesi di pioggia e i sorrisi delle fate nei dieci mesi di sole. Ma questo, forse, era soltanto un sogno, mentre a lui sarebbe bastato solo uno di quei fottutissimi perdoni che si leggono negli occhi ignoranti della gente.
Ma alla fine, anche lui, non seppe far altro che morire.

-Deborah Macchiavelli-

10 commenti:

  1. che bella prosa Deborah, davvero. bello il gesto d'amore che toglie la vita come un dono, mi tocca particolarmente, ma, d'altronde, l'argomento di cui hai scelto di parlare non è certo tra i più facili, anche se affrontato in modo molto delicato e personale.
    peccato per i ratti, pensavo li avresti utilizzati per sottolineare un'eventuale follia del protagonista che, in definitiva, si risolve essere assolutamente lucido. quasi la prigione di cui parli fosse il suo personale senso di colpa e non qualcosa di impostogli (legge, mass-media) ma forse si legge anche così.
    Falco Grigio è una citazione? vuol dire qualcosa il nome? scusa ma la mia logorrea non perdona, soprattutto quando qualcosa mi piace.

    @Mile: non ti sto a dire ancora quanto mi piacciano le tue foto...

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  2. Grazie, davvero... I "ratti" li ho usati solo per evocare il senso di desolazione dell'ambiente in cui si trova il personaggio. Comunque hai ragione, potevano essere uno spunto per ulteriori sviluppi!
    Il nome invece deriva da un'antica ballata serba che racconta di quando, alla vigilia della sanguinosa battaglia di Kosovo (1389),il profeta Elia si presentò travestito da falco grigio al cospetto dello Zar Lazar per vaticinargli il possibile esito del conflitto. Nella cultura slava quest'animale rappresenta il simbolo della vita oltre la morte, in particolare la resurrezione gloriosa dopo una vita di sofferenze. Al di là di questa origine mi piace perchè evoca il potere dell'immaginazione, del saper "andare oltre"...
    Complimenti per il tuo blog, "Ulisse fragile" è semplicemente splendida !

    Letizia Verde: sei troppo buona ;-)

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  3. Mi piace particolarmente il significato del nome del protagonista....non avrei immaginato la connessione con la cultura slava.....In ogni caso complimenti davvero Debby...questo racconto mi ha preso tantissimo e sono stata felicissima di averlo potuto usare per questo progetto.....ora sai cosa c'è in ballo...sono al corrente dei tuoi mille impegni....ma so anche che troverai un minuto ogni tanto per me.

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  4. Elia, o Enoch, secondo la Genesi il primogenito di Caino

    Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città, che chiamò Enoch, dal nome del figlio.
    (Genesi 4;17)

    e, sempre nella Genesi (5;21-23) , nonno di Noè, cioè settimo discendente di Adamo secondo la linea di Set. Esistono diversi vangeli apocrifi di divese epoche, ma il più famoso è il libro di Enoch.
    Dagli ebrei è visto come una specie di stregone, come un conoscitore dei misteri del cielo e della terra. Si dice che il profeta Elia scomparve in mezzo ad un turbine ma, leggenda vuole, che sopravvisse, per lottar contro l'Anticristo alla fine dei tempi.
    Per Apollinaire Simon Mago, l'Ebreo Errante nell'Eresiarca & C. e in Zone (Alcools) come "Enoch, Elia, Apollonio e Simon Mago" insieme ad Icaro come progenitori dell'aeroplano.
    Negli ultimi versi della canzone del Maleamato (sempre Alcools) Apollinaire fa riferimento a Luigi II di Baviera, il re folle, protettore di Wagner che morì affogato nel lago di Stanberg il 13 giugno del 1886. Secondo una credenza popolare egli non morì ma continuò a vivere una vita misteriosa e immortale in una grotta delle Alpi con il nome di “Roi-Lune”.

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  5. Comincia a diventare una discussione leggendaria questa iniziata con il racconto di Deborah...è un onore avere tra noi autori che si ispirano alla storia, ai vangeli, e ai miti dell'antichità....il riferimento ad Apollinaire è una chicca che adoro,e Bill lo sa!!!
    Sono felice dell'evoluzione di questo nostro spazio poetico.
    Grazie...continuiamo a sfornare buone idee.

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  6. Per chi fosse interessato ad approfondire consiglio "Black lamb and Grey Falcon"(tradotto in italiano col pessimo titolo "Viaggio in Croazia,Serbia, Bosnia ed Erzegovina" o qualcosa di simile), un diario itinerante dove la grande Rebecca West descrive la cultura delle terre della ex-Jugoslavia. Molto suggestivo...

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  7. fiero....ora me lo cerco e lo acquisto immediatly.....ho ricevuto la mai...posso solo sottolineare la grande soddisfazione che mi hai dato.....sei esemplare....ora ti cucino io a modo!!!

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  8. grande debbi grazie...io intanto lateralmente mi sa che ho trovato la ballata che dicevi, nientemeno che in cirillico, e ho commissionato la traduzione alla Selma ieri sera...appena me la manda te la posto.
    ehm...lapsus, non somatizzare il tuo pseudonimo per favore, anch'io sto aspettando una mail, ricordi? :p

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  9. link di ibs per il libro della West che diceva la deborah

    http://www.ibs.it/code/9788870632248/west-rebecca/viaggio-in-iugoslavia-la.html

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  10. L'eutanasia e' un gesto d'amore, forse il piu' sublime, ma quello che mi ha davvero incantato e la femminile delicatezza con cui hai affrontato un tema cosi scottante.
    E' una scelata controversa togliere la vita alla persona amata, decidere tra l'egoismo di vederla ancora in vita o il gesto misericordioso di sollevarla dalla sofferenza.
    Grazie DEBORAH, ai saputo dare a quel gesto la nobilta' che merita.

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