
"AMORI ED EMOZIONI, TRAVIATI/TRAVIANTI"
Riprendo a sognare con un'immagine meravigliosamente costruita, scattata dalla nostra fotografa di fiducia, Milena, proprio in occasione del tema pensato per il nostro laboratorio, ispirato agli amori indicibili, all'esperienza traviata del nostro affezionato Oscar Wilde (come ho spiegato all'inizio, nel primo post) e alle impossibili diramazioni dei sentimenti umani che spesso si trasformano in turbini oscuri entro i quali la speranza si perde, e si mescola, con la depravazione.
Ed è insieme a questa maschera lacrimante di sangue apparso dal grigiore dei nostri giorni, che sento il bisogno di presentare un'altra autrice assolutamente promettente, nonché vicina a me, dalla quale ho ricevuto un racconto particolare, forte, straniante, che a suo modo si sposa perfettamente all'ambito poetico proposto in questo esercizio di scrittura.
Godetevi le sue parole.
....ci troveremo presto, miei soldati, con una novità che ci permetterà di ampliare i generi letterari da trattare all'interno del nostro affezionato blog...
"ASSASSINO ALATO"
Falco Grigio era abituato alle frenetiche scorribande dei ratti che infestavano la sua cella nel buio opprimente.
Ogni giorno, ormai da anni, l'uomo con le ali s'inginocchiava sul pavimento coperto di polvere e restava immobile, fissando un punto dell'oscurità che nell'oscurità stessa era impossibile da trovare.
E attendeva.
Attendeva senza pensare.
Preferiva schivare l'ostacolato e caotico inseguimento di quelle corrotte concezioni, anche seppur minimamente logiche, che si formulavano nella contorta massa del suo non essere, diventando inevitabilmente niente più che atroci, banalissimi desideri di uccidere e fuggire.Spaventosi aneliti di morte affioravano ancora, echeggiando come tuoni per poi infrangersi miseramente contro le pareti della sua testa.
Ed è allora che sentiva il cuore spezzarsi ancora, ogni volta che ripensava al suo viso, fino a sentire gli schianti sordi che lo mandavano in mille pezzi. Ripensava a quei segni indelebili della memoria, ne cercava le tracce dentro di sé, sentendoli pulsare sotto la pelle, tentando invano di riprodurre quel meraviglioso moto perpetuo chiamato "amore", quell'insana e sublime passione che lo aveva condotto lì dove si trovava adesso. In quel sordido non luogo dove, da troppo tempo, si sentiva congelato nella stessa sequenza di gesti insulsi, interrotta solo dal filo dei ricordi.
Era proprio grazie a queste odiose reminescenze che poteva rivivere, ancora e per sempre, il momento in cui aveva sentito l'essenza vitale lasciare il corpo dell'amata. L'attimo in cui, dopo averla soffocata, aveva visto la sua anima abbandonare quell'inutile scafandro, finalmente libera dall'imperfezione della carne... Una corruttibilità che, da circa tre mesi, si celava sotto la parola "cancro".
Gli Psichiatri saccenti lo avevano definito "raptus omicida", mentre i media gridavano, incessanti, all'ennesimo delitto passionale. Ma lui sapeva che non era così. Si era trattato piuttosto di un atto d'amore, controverso certo, ma anche maledettamente intenso. Mentre la strangolava non poteva fare a meno di sussurrarle dolci parole, pronunciandole soavemente a chi è già fantasma, ad una folle presenza d'amore che ti chiede la morte guardandoti negli occhi, ricadendo e rialzandosi, arretrando per poi colpire, come nel mondo perfetto che avevano sempre desiderato... Si, Falco Grigio ora sapeva unicamente desiderare, ed era in grado di farlo così bene che le sue ultime scintille di vita potevano animarsi nell'appassionata attesa dell'infinito dove lei lo stava aspettando. Era felice. Sapeva che soltanto con il desiderio poteva toccare gli spicchi di luna che irraggiavano nel cosmo la loro dimenticata poesia, poteva ancora bagnare le labbra carnose di lei come una lacrima salata, poteva lanciarsi addirittura più lontano di un sogno... E in fondo desiderare era l'ultima stazione dello sconfinato oceano che cullava, complice, ondeggiante, le sue adorate follie d'amore.
In attesa di un perdono che non sarebbe mai arrivato, Falco Grigio avrebbe voluto vedere le danze delle coccinelle impazzite sui girasoli di Gennaio, le lacrime dei lupi azzurri nei dieci mesi di pioggia e i sorrisi delle fate nei dieci mesi di sole. Ma questo, forse, era soltanto un sogno, mentre a lui sarebbe bastato solo uno di quei fottutissimi perdoni che si leggono negli occhi ignoranti della gente.
Ma alla fine, anche lui, non seppe far altro che morire.
-Deborah Macchiavelli-












